24/09/2017| 1649 articoli presenti
 

Vieste, le faggete
vetuste di Umbra
nel Patrimonio Mondiale
dell'Unesco

Vieste, le faggete 
vetuste di Umbra 
nel Patrimonio Mondiale
dell'Unesco

VIESTE  -- Questa è una di quelle notizie che avrebbero fatto venire le lacrime agli occhi anche a Giuseppe Ruggeri, l'appassionato e compianto naturalista viestano che per tutta la vita ha cercato di aprire gli occhi ai suoi conterranei sulle meraviglie botaniche del nostro territorio.

  Da oggi infatti le faggete monumentali della Foresta Umbra sono Patrimonio Mondiale dell'Umanità e sono state inserite nell'elenco delle meraviglie del mondo sotto il patrocinio dell'Onu. Che cos'è accaduto? Alla fine di un lavoro lungo in cui sono stati raccolti e analizzati i dati scientifici sui nostri boschi, la Commissione UNESCO – World Heritage  ha decretato a Cracovia l’inserimento delle Faggete della Foresta Umbra – Gargano nel Patrimonio dell’Umanità​.

“Si chiude così nel migliore dei modi – ha dichiarato l’assessore al Turismo e alla Cultura della Regione Puglia, Loredana Capone - il percorso di candidatura delle ‘faggete vetuste’ della Foresta Umbra che si aggiungono al riconoscimento per il Santuario di Monte Sant’Angelo – nell’ambito dei ‘percorsi dei Longobardi in Italia".

Le “faggete vetuste” della Foresta Umbra nel Gargano entrano così nella rete europea delle foreste vetuste di faggio della quale fanno già parte quelle della Slovacchia, dell’Ucraina e della Germania; si tratta di un ‘riconoscimento seriale’, dato che da tempo l’UNESCO propende più per riconoscimenti “plurali” che per destinazioni o beni singoli. 

     Ha avuto il suo peso nella decisione l’integrità ecologica e strutturale delle faggete della Foresta Umbra, esempio rarissimo e unico  in Europa per il loro aspetto maestoso e l’elevata biodiversità. Il faggio raggiunge qui 350 anni di età  ed un’altezza di 45 metri.

   COMMENTO. Non occorre essere degli scienziati per capire il valore di una delle più grandi foreste d'Europa, come la Foresta Umbra, che gli oppositori del Parco del Garagano volevano "ridurre in cenere", come minacciavano nei comizi. Ed erano seguiti da non casuali e puntuali roghi. Oggi il Parco del Gargano è invece il marchio e lo stemma di tutto il settore turistico. Bene: è troppo chiedere che i tre Comuni confinanti di Vieste, Peschici e Vico assieme all'amministrazione del Parco si muovano insieme per garantire il ritiro dei rifiuti dalle aree di sosta? Il nostro è l'unico parco in Italia che non offre questo servizio. Per 20 km, lungo la strada che porta al cuore della Foresta Umbra, al Centro Visita e al resto, si susseguono ottime aree attrezzate per la sosta e i pic nic. C'è già la legna tagliata vicino alle griglie per evitare il fai da te di chi andrebbe a rompere rami. E i rifiuti? Ci sono cartelli nuovi di zecca che minacciano sanzioni per chi non riporta via i rifiuti. Ma è possibile che si chieda questo? E che non ci sia, almeno due (diconsi 2) volte alla settimana un servizio di ritiro dei sacchetti che sono un serbatoio di infezioni per animali selvatici e insetti vari? Chi gestisce Parco e Foresta di questo non si accorge? E' uno scandalo.