19/10/2020| 1770 articoli presenti
 

Processo alla mafia garganica a Foggia
Contro Notarangelo il Viminale parte civile
Al processo presente il viceministro

Processo alla mafia garganica a Foggia
Contro Notarangelo il Viminale parte civile
Al processo presente il viceministro

VIESTE - Il Governo Monti sarà presente ai massimi livelli alla riapertura per il processo che vede alla sbarra il vertice del clan Notarangelo, uno dei più importanti della mafia garganica.

Lunedì prossimo, 18 febbraio, ricominciano le udienze per la sequela di estorsioni che hanno visto diversi proprietari di villaggi turistici e strutture alberghiere taglieggiati, come ricostruito dalle indagini, da uomini legati ad Angelo Notarangelo. Oltre al boss, Angelo Notarangelo, detto 'Cindaridd' sono imputati il fratello Giuseppe, il cugino Luigi e Girolamo Perna), accusati di estorsione continuata e aggravata dal metodo mafioso ai danni di imprenditori turistici viestani. I quattro furono arrestati
dai carabinieri, coordinati dalla Dda di Bari, lo scorso 19
luglio.     Il presidente della Federazione delle Associazioni Antiracket
e Antiusura italiane, Tano Grasso, e il sindaco di Vieste, hanno annunciato che saranno presenti all'udienza. 
"Il ministero dell'Interno  - è scritto in una nota del Viminale - si
costituirà parte civile nel processo contro un clan di estorsori in programma da luned a Foggia". La conferma è arrivata direttamente dal sottosegretario all'Interno, Carlo De Stefano, intervenendo alla cerimonia di consegna del 'Premio Palatucci'. Il processo è quello scaturito dall'operazione "I tre moschettieri", conclusa con l'arresto dei presunti responsabili di estorsioni continuate e aggravate dal metodo mafioso.

Ancora una volta torna il nodo del 416 bis. Se il Tribunale di Foggia condannerà i quattro per associazione mafiosa allora la situazione per i clan del Gargano diventerà più pesante e le indagini future avranno una leva in più.
Del resto la stessa presenza a Foggia di Di Stefano dimostra il peso che il Governo vuol dare a questa vicenda. La stessa biografia di Di Stefano parla da sola. ? stato responsabile della sicurezza della Presidenza della Repubblica durante il mandato di Sandro Pertini. ? stato questore di Avellino e di Firenze. Dal 2001 al 2009 è stato capo dell'UCIGOS. Dal 28 novembre 2011 è sottosegretario di stato all'Interno grazie anche alla sua esperienza nel campo dell'antiterrorismo.