19/04/2021| 1770 articoli presenti
 

Cinque viestani vittime degli strozzini a Foggia
Interessi del 400%

Cinque viestani vittime degli strozzini a Foggia
Interessi del 400%

VIESTE - Cinque viestani erano arrivati a pagare interessi del 400% all'anno subendo minacce e intimidazioni se non pagavano le rate e venendo obbligati a cedere ai cravattari le loro proprietà.

Alla fine alcuni imprenditori e anche semplici cittadini finiti nella rete degli usurai in momenti di disperazione hanno deciso di denunciare i loro sfruttatori consentendo ai magistrati della Dda di Bari di condurre una inchiesta che ha portato all'arresto di cinque pregiudicati attivi sul Gargano accusati di usura e associazione mafiosa.

Gli arresti sono stati eseguiti da agenti della Squadra Mobile della questura di Foggia e del commissariato di San Severo assieme collaborazione con militari del Gico della Guardia di Finanza di Bari, in esecuzione di misure emesse dal gip di Bari Giovanni Abbattista.

Tra gli arrestati, figurano anche personaggi della criminalità di San Severo, come Antonio Bocola, e di Foggia, Alessandro Carniola.

Nel corso dell'operazione, ribattezzata per l'occasione 'Caronte', sono stati eseguiti sequestri di beni mobili e immobili per oltre 3 milioni di euro.

L'indagine ha avuto inizio dalle dichiarazioni spontanee rese nel giugno 2010 da una delle vittime di usura.

Successivamente, gli investigatori hanno accertato l'esistenza di un gruppo di usurai, legati alla criminalità organizzata, che avevano piegato con intimidazioni anche violente numerose vittime in vari paesi del Gargano e soprattutto della costa.

Inutile dire che i cinque viestani erano le vittime preferite perchè operavano in una zona ancora ricca di turismo dove i soldi girano di mano molto rapidamente e dove potevano essere camuffati.

Gli investigatori hanno rilevato una enorme sproporzione tra le dichiarazioni dei redditi degli indagati e la loro effettiva disponibilità di beni: sono stati così sottoposti a sequestro tre aziende operanti nel settore edili e delle scommesse sportive (a Foggia e San Severo), tre autovetture, un motociclo, tre immobili e un terreno a Foggia e San Severo, polizze vita e quote di società.

L'intero patrimonio sequestrato è stato affidato ad amministratori giudiziari nominati dal Tribunale di Bari anche per assicurare il regolare prosieguo delle attività imprenditoriali.

Illustrando l'indagine, il procuratore aggiunto della Dda di Bari, Pasquale Drago, e il dirigente della Mobile, Fabbrocini, hanno sottolineato che, contrariamente a quanto avviene solitamente per i reati di usura, in questo caso le vittime hanno collaborato consentendo di bloccare i delinquenti.

Il comandante del Nucleo della Finanza di Bari, Antonio Quintavalle, ha evidenziato che un fenomeno visibile a tutti. "Le vittime sono imprenditori in crisi finanziaria e incapaci di far fronte ai debiti relativi ai pagamenti per le forniture e anche persone che hanno dovuto affrontare spese per cure mediche, gente che non aveva la possibilità di andare avanti e non avendo la possibilità di arrivare ai canali leciti finanziari era quindi costretta a chiedere prestiti agli usurai".

Vieste 6 novembre 2012