20/10/2017| 1655 articoli presenti
 

La Fondazione Turati verso la chiusura?
Quale il destino di pazienti e di ben 43 dipendenti e 20 collaboratori

La Fondazione Turati verso la chiusura?
Quale il destino di pazienti e di ben 43 dipendenti e 20 collaboratori

VIESTE - Qual'è il destino che verra' riservato alla Fondazione Turati della sua sede di Vieste in seguito alla delibera ASL/fg n.dg1247/12 del 07 /08/2012 con la quale si determinano i tetti di spesa valevoli per il 2012 per le Case di Cura private operanti nella provincia di Foggia?

Il rischio chiusura dell'intera struttura della Fondazione e' una possibilita' che si materializzera' gia dal prossimo gennaio se non si interverra' in tempi rapidi,anche se il problema e' prevalentemente di natura politica.

Infatti, da un lato c'e' la giunta regionale che oppressa e costretta da tagli imposti nel campo sanitario prima da Tremonti e successivamente da Monti deve applicare il piano di rientro pena il commissariamento; dall'altro lato c'e' la Fondazione che con il suo Presidente Dott.Nicola Cariglia denuncia un'azione discriminatoria  ai danni della Fondazione con tagli ingiusti e inqualificabili e mal ripartiti del budget che prevedono:
- per la casa di cura riunite di Foggia una limatura del 2,94%;
- per villa igea di Foggia altra limatura del 6,35%;
- per la casa di cura San Michele di Manfredonia del 8,33%;
- per la Fondazione Turati di Viestei invece una mazzata del 46,96%, cio' nonostante a Vieste e dintorni non esista alcuna struttura ospedaliera, non solo, ma con un taglio di tale entita' renderebbe impossibile la gestione dei costi di una struttura sanitaria.

Quindi la chiusura? Nel mezzo, ci siamo noi cittadini viestani e dei comuni limitrofi, abitanti di un territorio gia'morticato da uno Stato che non ha mai provveduto a realizzare un ospedale, anzi cerca di abbattere anche quei sforzi che l'onorevole Antonio Cariglia un privato cittadino negli anni 80 diede alla nostra citta', e di cui tutti abbiamo usufruito.

Non solo, a cio' non vanno dimenticati i lavoratori, quei 43 dipendenti oltre ai piu'di 20 collaboratori che con le loro famiglie stanno vivendo ore di angoscia e paura per il loro futuro.

Ora la parola passa alla politica, come gia' nelle ben note vicessitudini nazionali, la vera responsabile di questa sciagura.

Auguriamo arrivi una soluzione positiva e che la politica dalle promesse passi finalmente ai fatti.

21 novembre 2012