18/09/2019| 1746 articoli presenti
 

Guerra sul mare ma per le tariffe
Due compagnie offrono Tremiti A/R per soli 10 euro anzichè 30

Guerra sul mare ma per le tariffe 
Due compagnie offrono Tremiti A/R per soli 10 euro anzichè 30

VIESTE - In principio era una sola compagnia di navigazione, con testa a Napoli e un braccio operativo a Peschici.
 
Ma dopo il divorzio di alcuni mesi fa, come in ogni separazione da manuale, l'antico amore è diventato odio inestinguibile.
 
Oggetto della contesa per i viaggi verso Tremiti sono passeggeri, che vengono contesi con sconti del 70%.
 
Davanti alle agenzie di viaggio viestane i cartelli gridano con caratteri cubitali il prezzo di offerte speciali che vanno avanti da due settimane: Vieste-Tremiti e ritorno solo 10 euro, sempre con la motonave Picasso della Navigazione Libera del Golfo srl.
 
Due ore di navigazione per arrivare in mezzo all'Adriatico dopo quasi 35 miglia marine percorse a passo di carica: in pratica un terzo in meno del costo standard del viaggio tra le fascinose grotte del Promontorio.
 
Così chi offre viaggi tra le meraviglie della costa garganica si ritrova spiazzato e con pochissimi clienti. Chi è che, tra i 10 euro di Tremiti e i 15 sino a Baia Zagare, non opta per le isole care a Omero e a Lucio Dalla?
 
Ecco, anche voi vi siete dati la risposta. Eppure anche i titolari delle piccole compagnie di navigazione che effettuano il cabotaggio verso Mattinata, grotta dopo grotta, hanno deciso di passare all'azione.
 
Da lunedì 18 giugno, è previsto un incontro chiarificatore presso la Capitaneria di Porto di Vieste. Lo scopo? Semplice, mettere la parola fine a vendite sottocosto che con la concorrenza non c'entrano nulla.
 
La stessa Authority nazionale sulla Concorrenza, da noi interpellata, per ora preferisce rimanere alla finestra in attesa dell'evolversi della situazione. "Il beneficio per il cliente - lasciano filtrare - è nel prezzo più basso alle migliori condizioni di viaggio".
 
Già, ma le vendite sottocosto non sono vietate dalla legge? I peschiciani di Freccia Azzurra restano silenziosi, ma sanno benissimo che resistere all'offensiva dei campani di "Navigazione Libera del Golfo" a 10 euro tra Vieste e Tremiti sarà durissimo.
 
Però non intendono cedere di un centimetro. Dal canto loro anche i partenopei hanno il fiatone. E' pur vero che gestiscono sei imbarcazioni che spostano migliaia di passeggeri ogni giorno verso Capri e Ischia e che quello è il loro "core bussiness", per dirla in inglese; ma il bussiness più redditizio nell'arcipelago campano non può servire a ripianare all'infinito i buchi di bilancio tra Gargano e Tremiti.
 
I conti sono presto fatti. L'anno scorso i biglietti costavano 30 euro per andata e ritorno. Com'è possibile che quest'anno costino il 70% in meno? Forse che gasolio e costo del lavoro sono diminuiti del 70%?
 
Nel mondo non esiste un solo caso di trasporti che abbia effettuato sconti di quel tipo.
 
Anche i partenopei ammettono tra i denti che si tratta di offerte promozionali. Ci mancherebbe: nel loro sito non c'è un solo rigo
sulle offerte in corso. Anzi, le tariffe pubblicizzate parlano di un solo costo.
 
Guarda caso i 30 euro dell'anno scorso che però nei manifesti e nella pratica delle agenzie di viaggio a Vieste e Peschici diventano la metà. Di sconti non c'è la minima traccia.
 
Al contrario viene specificato, sempre nel sito internet, che le tariffe possono essere sottoposte a variazioni e maggiorazioni senza preavviso in relazione agli aumenti di prezzo del costo del carburante.
 
Dunque negli ultimi mesi il gasolio è solo aumentato mentre i prezzi di Vieste-Tremiti sono stati ridotti a un costo incompatibile con un attività economica che sia almeno in pareggio.
 
Che senso ha dunque buttare giù i prezzi come i birilli dei bambini in spiaggia? La ragione economica non c'è. "U' sding", ovvero il dispetto tra i due concorrenti invece sì, è evidente.
 
I partenopei adesso dicono che la tariffa è solo promozionale e che dovrebbe essere eliminata.
 
Vedremo cosa uscirà dall'incontro bonario di oggi in Capitaneria.
 
I militari non hanno potere di veto, i prezzi sono liberi. Ma c'è la volontà di mettere attorno a un tavolo tutti gli interlocutori. Se poi esce fuori una soluzione bonaria tanto di guadagnato. Altrimenti le piccole compagnie non escludono gesti clamorosi per richiamare l'attenzione su una situazione unica in Italia, dove la navigazione per 70 miglia marine costa meno di una pizza e birra seduti al tavolo.
 
Ovvero un terzo in meno di un percorso di un terzo tra Vieste e Mattinata. Anche alla Finanza interesserebbe capire come mai le due compagnie riescano a far viaggiare le due navi a prezzi così bassi.
 
18 giugno 2012