18/09/2019| 1746 articoli presenti
 

Bruciata nella notte l'auto di un testimone del processo Medioevo

Bruciata nella notte l'auto di un testimone del processo Medioevo

VIESTE - Ci avevano già provato un mese fa a bruciare l'auto, in occasione della festa patronale. Ma poi il passaggio notturno delle persone anche a tarda ora ha fatto fallire l'atto incendiario.
 
L'altra notte invece le fiamme hanno completamente distrutto una Nissan Micra bianca, (foto di repertorio), parcheggiata in via Marinai d'Italia di fronte all'ex cinema Adriatico, di proprietà del fratello di Pino Vescera, proprietario dell'Oasi e dello Scialì andato a fuoco per vendetta.
 
Le fiamme sono state domate dai Vigili del Fuoco che sono arrivate sul posto in pochi minuti; ormai però era troppo tardi per salvare qualcosa.
 
Un'ora più tardi la carcassa distrutta della vettura è stata portata via alla presenza dei carabinieri che hanno effettuato i rilievi di legge e iniziato subito le indagini.
 
Oggi che siamo alle battute finali del processo Medioevo, con i principali esponenti del clan Notarangelo alla sbarra per una serie di estorsioni, la coincidenza non è sembrata casuale.
 
Una sorta di vendetta trasversale, e anche un avvertimento. Ma pare difficile che dopo le deposizioni già rese in giudizio possano esserci dei ripensamenti da parte di chi non ha più nulla da perdere.
 
Queste denunce hanno dimostrato a tutti, anche ai più riluttanti ad accettare realisticamente la pessima situazione criminale sotto cui si vive a Vieste, che il racket delle estorsioni è insaziabile.
 
Le richieste cominciano da cifre piuttosto basse poi salgono sino a divorare l'attività economica delle vittime.
 
Un'altra coincidenza infine che dimostra il senso di sfida dei terroristi del fuoco.
 
L'incendio è stato portato a termine nella giornata in cui si celebrava la ricorrenza della festa dell'arma dei Carabinieri.
 
Come a dimostrare di poter colpire comunque e chiunque senza timore di pagare per l'aggressione.
 
6 giugno 2012