18/06/2019| 1739 articoli presenti
 

Le spiagge in mano a chi le occupa
Sparisce (per ora) la norma per alzare le tariffe alle spiagge in concessione

Le spiagge in mano a chi le occupa
Sparisce (per ora) la norma per alzare le tariffe alle spiagge in concessione

VIESTE - Siamo alle solite. La potente lobby dei palazzinari delle spiagge, di chi paga pochi euro per le concessioni di spiaggia che rendono pozzi di quattrini, grida vittoria dopo che alla chetichella il governo Monti, nei provvedimenti per le strombazzate privatizzazioni, ha fatto saltare sia la norma sulle concessioni più brevi, solo per quattro anni e da vincere a gara di volta in volta, sia l'aumento dei canoni demaniali.

Siamo punto e a capo. Chi ha occupato le spiagge canta vittoria alla faccia di tutti i cittadini che chiedono almeno qualche metro di sabbia per poter fare un bagno.

Una situazione particolarmente grave a Vieste dove nel calcolo delle percentuali di spiagge da riservare a pagamento, cioè in mano ai concessionari, all'epoca della giunta Spina vennero conteggiate tutte le coste, comprese le coste a strapiombo dove ci arrivano solo i gabbiani.

Così ora le spiagge libere vicino al paese sono sparite e quelle più lontane sono pochissime.

"L'ondata di liberalizzazioni non travolge le coste italiane": Federbalneari esulta, e lo fa perche' sarebbe stato "stralciato l'art. 26 dal testo definitivo del Decreto Liberalizzazioni", quello che interveniva sulle concessioni delle spiagge.

"Uno slalom difficile - si vanta l'associazione in una nota emessa a livello nazionale - quello che il comparto balneare ha messo in atto tra le 107 pagine e i 44 articoli del decreto che sembrano non colpire, almeno in questa prima fase, il settore. L'articolo 26, stralciato dal testo definitivo del decreto, minava di fatto, anni di sforzi delle rappresentanze di categoria rappresentando più  un ostacolo che uno strumento di  crescita".

"Noi siamo a favore - continua la nota firmata dal presidente Federbalneari, Renato Papagni - delle liberalizzazioni e alle riforme strutturali che servono a favorire la crescita del nostro settore ma  siamo contro le  'liberalizzazioni inutili".

La disposizione ventilata dagli uffici tecnici del ministero del Turismo "riduceva la durata della scadenza delle concessioni a 4 anni, ostacolando in questo modo la possibilità di fare degli investimenti e dei progetti di crescita a lungo termine - denuncia Papagni- le concessionidevono essere ventennali. L'ipotesi di occupazione camorristica delle coste italiane innescata potenzialmente dal meccanismo delle aste e dall'innesto di denaro riciclato ha evidentemente attivato i tecnici che hanno ascoltato le ragioni di Federbalenari e rimesso in discussione le modalità con cui liberalizzare il sistema spiagge".

23 gennaio 2012