17/08/2018| 1722 articoli presenti
 

Cacciatori di Puglia
in arrivo a Vieste
con elicotteri a Umbra
Raduano resta
in carcere per la katana

Cacciatori di Puglia
in arrivo a Vieste
con elicotteri a Umbra
Raduano resta 
in carcere per la katana

    VIESTE - Nel pieno della guerra della mafia garganica per il controllo delle estorsioni e del traffico di droga, anche i carabinieri mettono sul tavolo il loro impegno potenziato per controllare il campo di battaglia. La testa del Gargano, e specialmente Vieste, verrà presidiata dal neonato squadrone dei Cacciatori di Puglia, muniti di elicottero per velocizzare gli interventi, che affiancheranno i colleghi della Tenenza nel lavoro d'inchiesta di tutti i giorni.

   Quindi niente più prestiti a rotazioni dagli analoghi reparti di Cacciatori di Sardegna, Calabria e Sicilia: i Baschi Rossi di Puglia saranno fissi nella sede di Jacotenente, almeno per quanto riguarda gli elicotteri.

   E' questa la novità che ha portato con sé il comandante dei Cc di Foggia, colonnello Marco Aquilio, nell'incontro che si è svolto domenica con il sindaco e in cui è stato fatto il punto della situazione dell'ordine pubblico. Tra l'altro il comandante dell'Arma ha garantito un potenziamento del CIO anche in paese, una struttura investigativa particolarmente agile, che dovrebbe operare a tutto campo nel perimetro di Vieste e dintorni, lasciando i rastrellamenti di campagne e masserie ai Baschi Rossi.

    Nobiletti nei giorni scorsi ha dato voce alla paura dei big del turismo viestano che sono terrorizzati dalla cartolina strappata del Pizzomunno, ovvero la cattiva pubblicità che arriva dalla catena di omicidi che continua ad andare avanti al ritmo di un omicidio (o tentativo di omicidio) al mese. Comprensibile il suo sconcerto e quello dei cittadini, perchè il vecchio equilibrio delle assunzioni fittizie per la guardiania e del pagamento del pizzo in cambio di pace tra i bungalows, almeno d'estate, si è frantumato con l'omicidio dell'agosto 2017 in via Battisti, tra i tavolini dei bar dove stavano pranzando i turisti.

    E da quel momento è stato un crescendo di sparatorie che se ne infischiavano della pax mafiosa a uso e consumo dei padroni di alberghi e villaggi turistici. L'ultimo atto di guerra è quello dell'omicidio Fabbiano, di pochi giorni fa: mai successo un fatto di tale gravità tra le feste di S.Giorgio e S.Maria, con i primi arrivi di stagione e i viestani coinvolti nelle più importanti feste religiose dell'anno liturgico locale.

    I carabinieri dal canto loro hanno messo in fila le ultime operazioni di servizio, mettendo sul tavolo sia il consolidamento della permanenza in carcere di Raduano, sia elencando sequestri di armi e arresti.

  Quest'ultimo, in carcere a Foggia per violazione degli obblighi di sorveglianza speciale, si è beccato un'altra denuncia per detenzione di armi: nella perquisizione del suo garage i CC hanno trovato una katana, una sciabola giapponese.

    “All'ex luogotenente del boss Angelo Notarangelo, ritenuto oggi alla guida del gruppo criminale degli scissionisti nella guerra che sta insanguinando Vieste – scrivono tra l'altro i carabinieri – è stata notificata un'altra ordinanza cautelare per una violazione riscontrata a Vieste lo scorso 21 marzo, proprio quando era rimasto ferito da diversi colpi di arma da fuoco contro con l'intenzione di ucciderlo. In quella circostanza, nel corso di una perquisizione del garage in suo uso esclusivo, a pochi passi dal luogo dell'agguato che aveva appena subito, i Carabinieri avevano trovato e sequestrato una katana con la lama lunga 45 centimetri. Tra le varie prescrizioni previste dalla misura di prevenzione cui Raduano era sottoposto vi è, ovviamente, anche quella che vieta di possedere qualunque tipo di arma. La Procura della Repubblica di Foggia, sulla scorta dei precedenti e della conseguente pericolosità sociale del Raduano, aveva pertanto richiesto al GIP di intervenire con la misura cautelare ritenuta più idonea, cioè la più severa, che è quindi stata emessa proprio per gli stessi motivi sui quali si basava la richiesta”.

     A Vieste il comandante Aquilio è rimasto parecchie ore incontrando tutto il personale della Tenenza, delle Compagnie di Intervento Operativo e degli Squadroni Eliportati "Cacciatori" in rinforzo, e con quello dei reparti investigativi qui impegnati.

   “Gli arresti e i sequestri di armi e stupefacenti operati negli ultimi mesi – aggiungono i carabinieri - in particolare gli arresti di TROIANO Gianluigi e LANGI Vincenzo, il 20 marzo scorso, per una tentata estorsione, e quelli di TOMAIUOLO Tommaso, VAIRO Michele e QUITADAMO Raffaele, lo scorso 18 aprile, per una serie di reati, tra i quali spiccava il porto di due pistole semiautomatiche, entrambe con i numeri di matricola abrasi e il colpo già armato in canna, che il precedente 7 marzo TOMAIUOLO e VAIRO erano stati costretti a gettare alla vista di un posto di controllo dei Carabinieri, hanno infatti provocato autentici terremoti negli schieramenti contrapposti. In particolare, gli investigatori sono convinti di aver impedito, proprio con il recupero delle due pistole pronte a sparare, un ennesimo fatto di sangue”.